Il 26 novembre la fiamma olimpica è stata accesa ad Olimpia, la città nell'Elide dove per secoli si sono svolti i giochi originali, in occasione dei prossimi invernali che si terranno nel 2026, per la quarta volta in Italia. Solitamente il fuoco olimpico viene acceso nell'area archeologica della città greca, all'Heraion ossia la zona sacra dove sorgeva il tempio di Zeus la cui statua era considerata una delle sette meraviglie del mondo antico, durante una solenne cerimonia all'aperto in cui partecipano attrici vestite da sacerdotesse. I greci credevano che il fuoco fosse divino, rubato agli dei e donato agli uomini da Prometeo. Era pertanto tradizione tenerlo acceso permanentemente sugli altari dei templi. Durante i giochi olimpici, che onoravano Zeus, venivano accesi altri fuochi ad Olimpia sull'altare dedicato ad Estia, la dea della casa e del focolare, e su quello di Era, moglie del padre degli dei. Il cerimoniale attuale, introdotto nel 1960, ricorda quell'accensione antica.
Il rito antico e la simbologia del fuoco
Secondo l'antica usanza, la fiamma dovrebbe essere accesa dalla luce del Sole, invocando l'aiuto del Dio Apollo e utilizzando uno specchio parabolico concavo che concentra i raggi sulla torcia.
Viene poi posta in un'urna e portata nell'antico stadio, dove viene consegnata al primo tedoforo, solitamente greco, insieme ad un ramoscello d'ulivo come simbolo universale di pace. Costui porta la torcia fino al Coubertin Grove, il monumento dove è sepolto il cuore del barone Pierre de Coubertin, il fondatore del movimento olimpico moderno (1896).
Nel caso non ci sia il Sole nel giorno previsto, come quest'anno che pioveva, l'organizzazione dell'evento prevede che venga accesa una fiamma di riserva, poi conservata in una speciale lanterna di sicurezza fino al giorno della cerimonia. A causa delle avverse condizioni meteorologiche quest'anno il rito è stato celebrato per la prima volta all'interno del museo archeologico di Olimpia, luogo comunque suggestivo che custodisce reperti millenari di inestimabile valore.
L’accensione moderna e la cerimonia
Oltre al fuoco nel braciere che ad ogni edizione cambia forma con design sempre originali, nei Giochi olimpici moderni sono stati introdotti altri due elementi suggestivi, la torcia e la staffetta in giro per il mondo verso il paese ospitante.
La presenza della fiamma nei luoghi dove si svolgono le gare fu reintrodotta ad Amsterdam nel 1928, diventando parte importante del cerimoniale moderno, mentre la staffetta, aggiunta nel 1936 in occasione delle Olimpiadi a Berlino, fu mostrata sin dalla partenza in Grecia in un film della propaganda nazista, Olympia di Leni Riefenstahl.
Torcia, staffetta e viaggi straordinari
La torcia viene portata per buona parte del tragitto da corridori ma nel corso delle varie edizioni dei giochi è stata trasportata anche in altri modi, sia per le lunghe distanze che per i luoghi impervi da percorrere. Nel 1948 la torcia viaggiò per nave quando si dovette attraversare la Manica e, per la prima volta, in aereo per raggiungere Helsinki nel 1952.
Quattro anni dopo, nel 1956, i portatori della torcia viaggiarono a cavallo per trasportarla a Stoccolma dove si disputavano le gare di equitazione non organizzabili in Australia, a differenza del resto dei giochi, a causa di una rigida quarantena imposta dalla legge.
Nel 1976 la fiamma, trasformata in un impulso elettrico, viaggiò da Atene via satellite per raggiungere il Canada dove venne utilizzato un raggio laser per riaccenderla. Nel 2000 la torcia venne addirittura trasportata sott'acqua, nell'oceano Pacifico, dai sommozzatori nella Grande Barriera Corallina australiana. La fiamma ha viaggiato anche su una canoa amerindia, su un cammello, sul Concorde e persino a bordo di una Ferrari per raggiungere Torino 2006.
La staffetta verso Milano Cortina 2026
La staffetta dalla Grecia verso l'Italia, lunga 12 mila chilometri, è iniziata subito dopo l'accensione ad Olimpia e durerà oltre due mesi. La prima parte del viaggio, della durata di nove giorni, attraverserà 2200 chilometri di territorio ellenico toccando sette regioni della Grecia. Dopo aver raggiunto Salonicco e Lamia, sosterrà sull'Acropoli e sarà ad Atene il 4 dicembre per essere consegnata ufficialmente alla delegazione italiana presso lo Stadio Panatenaico dove si svolsero i primi giochi olimpici dell'era moderna.
“Il passaggio della torcia costituisce un ponte tra antichità ed era moderna”, ha commentato Giovanni Malagò, Presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026. La Fiaccola giungerà a Roma nel tardo pomeriggio del 6 dicembre, dove sarà ricevuta al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella. Da qui attraverserà in 72 giorni 60 città italiane, 110 province e oltre 300 comuni prima di raggiungere le due sedi olimpiche il prossimo 5 febbraio.
Durante le festività natalizie sarà possibile vederla passare il 22 dicembre a Pompei e il 23 a Napoli. A San Silvestro raggiungerà Bari, in Puglia; a Capodanno Campobasso, in Molise; e all'Epifania sarà già arrivata a Bologna.
La torcia Essential e i due bracieri
Passerà di mano in mano di 1.001 tedofori selezionati, tra cui atleti, celebrità e persone comuni. Percorreranno simbolicamente qualche centinaio di metri avendo cura di tenere sempre viva la fiamma, anche se non di rado essa si spegne accidentalmente durante il tragitto.
Per la prima volta durante la cerimonia di apertura, il 6 febbraio presso lo Stadio San Siro, la torcia accenderà due bracieri anziché uno soltanto, che bruceranno come da tradizione per tutta la durata della competizione.
Come il braciere, anche la torcia non è sempre la stessa. Per Milano Cortina 2026 si chiama Essential a rappresentare la forza e la determinazione degli atleti. Ha un design italiano, in materiale sostenibile: è stata creata in due versioni, una con tonalità verdi e blu e l'altra, per i Giochi Paralimpici, con tonalità bronzo.
Valori olimpici e messaggi del CIO
“Questi giochi si presentano in un momento particolare. Non avrei dovuto piangere ma questo luogo è speciale. In un mondo diviso, come quello in cui viviamo, i Giochi sono un momento simbolico ed è nostro dovere e nostra responsabilità garantire che gli atleti da tutto il mondo possano giungere in maniera pacifica, ispirando le speranze e i sogni di chi ci segue nel mondo”.
Così la presidente del Comitato Internazionale Olimpico, Kirsty Coventry, durante la cerimonia ricordando con commozione lo spirito olimpico e sottolineando l'importanza dei valori come la pace, il rispetto e l'amicizia.
“La fiamma olimpica nel suo viaggio continuerà a trasportare il passato verso il futuro, un futuro che vogliamo vedere: crediamo nell'abbattimento delle barriere ed è sempre vivo il desiderio di un futuro migliore”.
L’eredità di Pierre de Coubertin
Pierre de Coubertin credeva che lo sport fosse, per ogni individuo, una possibile fonte di miglioramento interiore, che i giochi olimpici fossero un dono per il mondo e che lo spirito Olimpico fosse quello di creare uno stile di vita basato sulla gioia dello sforzo, sul valore educativo del buon esempio e sul rispetto universale dei principi etici fondamentali.
“Che la torcia olimpica possa perseguire la sua via attraverso le ere, aumentando le comprensioni amichevoli tra le nazioni, per il bene di un'umanità sempre più entusiasta, più coraggiosa e pura”.