A Natale il presepe è una secolare tradizione popolare italiana che si è diffusa in tutti i paesi cattolici del mondo. Da ottocento anni, dopo il primo allestito da Francesco d'Assisi nel 1223 a Greccio nel Lazio, il presepe incanta credenti e turisti che affollano chiese, mostre e centri storici per ammirare questa rappresentazione, plastica o vivente, della Natività. Presepe significa “mangiatoia”, il luogo della nascita del Divino Bambino, elemento paesaggistico caratteristico assieme alle statuine dei vari personaggi della storia biblica e alla stella di Betlemme. Tale rappresentazione diventa ancora più suggestiva quando il presepe viene allestito usando materiali insoliti. Al posto del legno e della terracotta, del muschio e della ghiaia che compongono il presepe classico, vengono usati sabbia e ghiaccio per riprodurre spettacolari e monumentali opere d'arte.
I presepi di sabbia in Italia
I presepi di sabbia sono diventati una popolare attrazione natalizia in numerose località balneari italiane. Il più noto è sul lungomare di Lignano Sabbiadoro, dove è stata istituita l'Accademia della Sabbia.
A Rimini, sulla spiaggia libera verso il porto, l'edizione 2025 “Kolossal” è la più grande di sempre.
Altri famosi presepi di sabbia sono allestiti a Jesolo e a Caorle ma anche in due luoghi pittoreschi lontani dal mare: a Scorrano (Lecce), nell'antico convento degli Agostiniani, e a Roma (Casal Bertone), in una grotta scavata nel tufo coperta da una volta in mattoni usata come cantina sino agli anni Sessanta. La sabbia, molto fine e color ocra, viene qui raccolta da un sedimento depositato nel fiume Tevere durante il Pliocene alla fine dell'ultima glaciazione.
L’arte effimera della sabbia
Ogni edizione delle Sand Nativity, visitabile da novembre a gennaio, è unica e irripetibile. Le sculture, fragili ed effimere, sono infatti destinate a sfaldarsi sebbene siano solidificate per la durata dell'evento.
Da un enorme blocco di sabbia, formato da milioni di granelli, gli scultori scelti tra i più qualificati nel panorama mondiale creano splendide e giganti raffigurazioni artistiche, cesellate con cura, tratte da scene bibliche, personaggi e dettagli architettonici di rara bellezza. Gli artisti di sabbia spiegano che per l'ottima realizzazione dell'opera risulta fondamentale la forma dei granelli: se a spigoli vivi, la coesione tra loro – che rende stabile e compatta la scultura – è perfetta.
La sabbia della spiaggia destinata all'evento annuale viene raccolta, setacciata e pulita, quindi accuratamente compattata. Viene poi conservata in un grande magazzino sino a quando gli artisti iniziano a lavorarla, dandole forma.
Per ricavarne le figure viene creato dapprima un grande blocco, come si fa con il marmo. Prima di essere lavorata dalle mani, la sabbia viene bagnata e compattata meccanicamente all'interno di rigide casseformi di legno o plastica. Questa tecnica, definita “hard compacting”, consente all'artista di realizzare parti fortemente verticali e dettagli a sbalzo.
La sabbia viene poi liberata disarmando le casseformi, quindi abbozzata e rifinita dall'alto verso il basso. Non si può lavorare la sabbia come il legno: ci vuole maestria e delicatezza perché, a differenza di altri materiali più durevoli, la sabbia può cedere e fratturarsi. La sabbia di mare, impastata con l'acqua, prende così magicamente forma.
Per mantenere la tenuta coesa di queste sculture estratte dall'acqua e dalla sabbia è necessario garantire un adeguato e costante tasso di umidità: senza questo collante naturale le sculture tendono infatti a collassare, mentre il contatto con l'acqua le fa rifiorire.
Per questo vengono allestite in grandi tensostrutture direttamente sulla spiaggia, così da essere vicine al loro ambiente naturale. Le migliaia di tonnellate richiedono mesi di impegno continuativo per essere trattate e modellate e il lavoro degli artisti dura settimane.
Unitamente alla bellezza del mare d'inverno, queste sculture sono un'autentica poesia: l'intensa narrazione dei presepi, spesso riattualizzata e ricontestualizzata, viene tradotta in sabbia diventando un'esperienza immersiva talmente originale da essere indimenticabile.
Il presepe di ghiaccio e le ice sculpture
Il presepe viene scolpito anche su grandi blocchi di ghiaccio. Le ice sculpture sono una forma d'arte moderna che si è diffusa in tutto il mondo in occasione di festival ed eventi internazionali organizzati nei mesi invernali, anche non legati alla Natività: a Bruges (Belgio), Quebec (Canada), Harbin (Cina), Sapporo (Giappone), Mosca (Russia). In Alaska si svolge ogni anno un campionato mondiale di arte sul ghiaccio utilizzando blocchi di ghiaccio naturale incontaminato, chiamati “diamanti artici”.
Le opere più suggestive, da brivido, sono quelle realizzate nel periodo natalizio a Massa Martana (Perugia), in Umbria, dove nasce la tradizione del presepe. Le composizioni artistiche richiedono basse temperature per durare, seppur limitatamente, da poche ore a mesi. Non è facile scolpire il ghiaccio, un materiale variabile e volatile.
Anche i blocchi di ghiaccio, come quelli di sabbia, vengono accuratamente selezionati: sono tagliati in varie dimensioni da fiumi, laghi o stagni ghiacciati e devono essere privi di impurità. Il ghiaccio ideale per la scultura, spiegano gli artisti, è quello ricavato da acqua pura e pulita. Tuttavia il ghiaccio limpido e trasparente delle opere è il risultato del processo di congelamento, piuttosto che della sola purezza dell'acqua.
La scultura prende forma intagliandola con scalpelli, seghe manuali, motoseghe e smerigliatrici. Per evitare che si sciolga durante la lavorazione, la velocità dell'artista è fondamentale: l'intaglio del ghiaccio può durare anche pochi minuti, specialmente con l'ausilio delle macchine.
Il ghiaccio, così elegante e fragile, fa gelare e al contempo scalda il cuore. A Massa Martana, dove la luce del Natale incontra il freddo, l'emozione ci fa sciogliere ma resta nella memoria.