“In piedi, in piedi, signori, davanti ad una donna, per tutte le violenze consumate su di lei, per le umiliazioni che ha subito, per quel suo corpo che avete sfruttato, per l'intelligenza che avete calpestato, per l'ignoranza in cui l'avete tenuta, per quella bocca che avete tappato, per la sua libertà che le avete negato, per le ali che le avete tarpato. Per tutto questo in piedi, signori, in piedi davanti ad una Donna”. Questi versi, tratti da un monologo teatrale di William Jean Bertozzo, sono un forte monito a non provare compassione ma a portare grande rispetto per una donna, di cui si riconosce il valore, la forza e la resilienza. Eppure su di lei si consuma violenza ogni giorno, ovunque nel mondo, spesso tra le mura di casa. È una violenza di vita comune, normale, purtroppo ancora fortemente stigmatizzata. Troppe donne nascondono i lividi sulle cosce, mettono a tacere la propria dignità ferita, soffocano i battiti del cuore umiliato. Lo fanno per paura, solitudine, mancanza di sostegno. E rischiano, nel silenzio, persino la vita. Sono uccise con un'arma o a mani nude ma, per morire, basta anche una parola. Troppi uomini ancora non si alzano rispettosamente in piedi e troppi quelli che alzano invece le mani. Ed usano violenza, in tanti modi diversi, nei confronti delle donne che dicono di amare.
- La portata globale della violenza
- Il nuovo report dell'OMS
- Una crisi umanitaria sottostimata
- Le parole del Direttore generale OMS
- Linee guida e risposte necessarie
La portata globale della violenza
Nel mondo sono 840 milioni le donne che hanno subito violenza fisica e/o sessuale da parte del partner intimo, almeno una volta, nel corso della propria vita. Quasi una donna su tre. Solo negli ultimi 12 mesi i casi denunciati sono stati 316 milioni, l'11% della popolazione femminile di età pari o superiore ai 15 anni. Le adolescenti di età compresa tra 15 e 19 anni vittime di una delle due forme di violenza sono state 12,5 milioni, ovvero il 16%. È quanto emerge dall'ultimo rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sulla violenza contro le donne, pubblicato in occasione della giornata internazionale per la sua eliminazione che si celebra ogni 25 novembre.
Il nuovo report dell'OMS
Il report, che rappresenta lo studio più completo sulla prevalenza del fenomeno allo scopo di orientare le politiche, rivela un quadro drammatico sul bilancio delle vittime e sulla panoramica globale. Sebbene la violenza contro le donne sia presente in ogni Paese, le donne colpite in modo sproporzionato sono soprattutto quelle che vivono in contesti meno sviluppati, fragili e umanitari, colpiti da conflitti e vulnerabili al clima. L'Oceania, escluse Australia e Nuova Zelanda, ha registrato una prevalenza del 38%, tripla rispetto alla media globale dell'11%.
Per la prima volta il documento, che aggiorna le stime del 2018 pubblicate nel 2021 ed ha analizzato i dati raccolti tra il 2000 e il 2023 in 168 paesi, presenta anche i dati relativi alle donne che, a partire dai 15 anni di età, hanno subito violenza da parte di persone diverse dal partner: 263 milioni. Per quanto aggiornato, il rapporto presenta delle lacune significative sulla raccolta dei dati riguardanti gruppi emarginati come le donne indigene, le migranti e le donne con disabilità.
Una crisi umanitaria sottostimata
Sebbene gli esperti ritengano che tali cifre siano significativamente sottostimate a causa della paura e dello stigma, è evidente che la violenza contro le donne resta una delle crisi dei diritti umani più persistenti e poco affrontate nel mondo. Tale crisi risulta profondamente trascurata e la risposta gravemente sottofinanziata.
Negli ultimi decenni i progressi per arginarla sono stati dolorosamente lenti, con un calo annuo di appena lo 0,2%. Nonostante ci siano crescenti prove di strategie efficaci per prevenire la violenza contro le donne, il rapporto avverte che i finanziamenti per tali iniziative stanno crollando a causa di crescenti esigenze globali. Nel 2022 solo lo 0,2% degli aiuti globali allo sviluppo è stato destinato a programmi incentrati sulla prevenzione del fenomeno, a fronte di un aumentato rischio per milioni di donne e ragazze vittime di violenza.
Tali rischi sono diffusi e permanenti, tra cui gravidanze indesiderate, infezioni sessualmente trasmissibili, depressione. La violenza contro le donne inizia presto e i rischi persistono per tutta la vita. I danni sono profondi e duraturi ed incidono sulla loro vita, salute e dignità. Il devastante ciclo di abusi spesso si ripercuote sulle famiglie, sulla comunità e sulle generazioni. Molti bambini crescono guardando le loro madri picchiate e umiliate, apprendendo che la violenza fa parte della normale vita quotidiana. Inoltre la violenza è spesso aggravata dalla povertà, dalle disuguaglianze socioeconomiche e dalla disabilità.
Le parole del Direttore generale OMS
“La violenza contro le donne è una delle ingiustizie più antiche e diffuse dell'umanità, eppure è ancora una delle meno perseguite. Nessuna società può definirsi giusta, sicura o sana se metà della sua popolazione vive nella paura. Porre fine pertanto a questa violenza non è solo una questione politica. È una questione di dignità, uguaglianza e diritti umani”.
Così il Direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità commenta i risultati dell'indagine. “Dietro ogni statistica c'è una donna o una ragazza la cui vita è stata cambiata per sempre”, ha sottolineato Tedros Ghebreyesus, secondo cui dare potere alle donne e alle ragazze non è facoltativo ma un prerequisito per la pace, lo sviluppo e la salute. “Un mondo più sicuro per le donne è un mondo migliore per tutti. Per porre fine alla violenza contro le donne e le ragazze servono coraggio, impegno e azione collettiva. Non ci può essere più silenzio o inazione”, ammonisce.
Linee guida e risposte necessarie
Gli esperti dell'Oms ritengono che per costruire un mondo più equo sia necessario promuovere maggiormente la parità di genere. Il documento RESPECT Women: Prevention Violence Against Women, allegato al report, offre linee guida aggiornate per ottenere un rafforzamento delle capacità relazionali; garantire l'emancipazione delle donne; rafforzare i servizi sanitari, legali e sociali incentrati sulle sopravvissute alla violenza; impegnarsi nella riduzione della povertà; creare ambienti favorevoli; incentivare la prevenzione degli abusi su minori e adolescenti; far rispettare leggi e politiche che diano potere alle donne; promuovere la trasformazione di atteggiamenti, convinzioni e norme di genere.
Obiettivo prioritario del progetto è dare ad ogni donna e ad ogni ragazza, in tutta la sua diversità, un mondo dove possa esercitare i propri diritti, realizzare il proprio potenziale e vivere una vita libera dalla violenza.