Natale, 22 dicembre 1882. A New York, nella 36esima strada di Manhattan, la luce che si scorge dalla finestra di un’abitazione privata è diversa da quella più fioca e tremolante che illumina le altre case della città. Proviene dalle decorazioni di un grande albero di Natale, brillantemente addobbato in un angolo del salotto. Ha un aspetto pittoresco e insolito. È la casa di un ingegnere, il vicepresidente della Edison Electric Light Company. Edward Hibberd Johnson è socio di Thomas Edison, l’inventore dell’elettricità. Ha addobbato un pino con 80 lampadine elettriche, anziché con le candele di cera come si usava sino ad allora, nonostante ogni volta si corresse il rischio di provocare incendi.
Il primo albero di Natale elettrico
Le sfere trasparenti di luce sono colorate e grandi come una noce: rosse, blu e bianche, i colori della bandiera americana, divise in parti uguali. Ruotano sei volte al minuto su una piccola scatola di legno. Mentre l’albero gira, le luci si alternano in modo che ad ogni giro si spengono e si accendono, creando un lampeggiante luccichio di colori danzanti. La corrente elettrica prelevata dall’ufficio principale di Edison alimenta sia le luci sia la manovella che fa ruotare l’albero.
All’accensione di questo albero spettacolare, il padrone di casa ha invitato i cronisti dei principali giornali della città, così da poter raccontare la magia dell’evento. Johnson, da abile uomo d’affari, pensa che mettere le lampadine su un albero di Natale sia un’ottima pubblicità per promuovere l’invenzione che il suo socio Edison aveva brevettato tre anni prima.
“Non ho bisogno di dirvi che l’albero scintillante era una magnifica vista. Difficilmente si può immaginare qualcosa di più bello”. Così un giornalista del quotidiano di Detroit commentava lo spettacolo a cui aveva assistito. È l’origine delle luminarie con cui ogni Natale decoriamo l’albero, tradizionalmente l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione.
La diffusione delle luci natalizie moderne
Già nel Natale del 1880 Edison aveva addobbato il suo laboratorio di Menlo Park, in California, con una fila di luci elettriche. Ma fu la decorazione casalinga di Johnson a segnare la vera svolta per le luci natalizie moderne. Erano però ancora molto costose, circa 2.000 dollari, e non tutti potevano permettersele, sebbene fossero disponibili anche a noleggio. Persisteva inoltre una diffusa diffidenza verso l’elettricità.
Le prime lucine di Natale, prodotte in serie dalla Edison General Electric Company del New Jersey, furono vendute solo nel 1901, complice il prezzo calante dell’elettricità e l’esempio del presidente degli Stati Uniti, Grover Cleveland, che dal 1894 faceva elettrificare ogni Natale l’albero della Casa Bianca.
Nel 1903 la General Electric iniziò a vendere luci di Natale in corde di otto lampade, chiamate “festoni”, con prese in porcellana, lampadine in vetro in miniatura e una spina a vite da collegare alle prese di casa. Nel frattempo, l’energia elettrica si era diffusa nelle abitazioni, soprattutto a San Diego (1909) e a New York (1912), rendendo superfluo l’intervento dell’elettricista.
Le luci divennero un bene di largo consumo solo nel 1917, quando – dopo un ennesimo incendio causato da un albero decorato con candele – il giovane immigrato spagnolo Albert Sadacca fondò la NOMA Electric Company, che rese popolare l’uso domestico delle luminarie.
Le luminarie: dalle radici antiche alla modernità
Le luminarie sono oggi utilizzate per ogni tipo di addobbo luminoso, non solo per l’albero di Natale. Fin dall’antichità la luce ha un simbolismo potente: vita, energia, gioia. “Luminaria” deriva dal latino luminare, “lumi in aria”, e significa fiaccola.
Feste popolari e processioni religiose furono illuminate da torce, candele e lanterne, con cui venivano creati anche festoni sospesi. “Luminaria” era anche una tassa per l’illuminazione delle chiese. L’usanza esplose nel XVI secolo: strade e piazze, specialmente nel Sud Italia, venivano decorate con strutture in legno e cartapesta che anticiparono le luminarie moderne.
Nel Rinascimento nacquero apparati scenografici luminosi, mentre nel Salento si sviluppò un’artigianalità che ancora oggi rende Scorrano la “capitale mondiale delle luminarie”.
Nell’Ottocento le strutture lignee si trasformarono in gallerie luminose: architetture effimere che sostituirono gradualmente carboni e candele. Con la diffusione delle lampadine elettriche – sempre più piccole dal 1932 – le luminarie si propagarono rapidamente in tutto il mondo.
Dal boom americano ai LED contemporanei
Negli anni Sessanta l’America visse un vero boom, soprattutto per le decorazioni esterne: piante, profili delle case, terrazze, davanzali, presepi. Da allora è iniziata una vera competizione natalizia tra vicini per la luminaria più spettacolare.
Dal 2006, con l’invenzione dei LED, nuovi colori e una maggiore programmabilità hanno permesso suggestivi giochi di luce. Grazie all’artigianato tradizionale e all’innovazione tecnologica, le luminarie sono oggi espressione di calore, arte urbana e identità culturale.
Non sono semplici decorazioni, ma vere opere d’arte: installazioni, sculture e architetture di luce che rendono più bello ogni Natale, negli edifici pubblici e lungo le strade.

