In un tempo segnato da crisi sanitarie globali, invecchiamento della popolazione, cronicità crescente e profonde trasformazioni organizzative dei sistemi di cura, la parola sicurezza non può più essere confinata ai protocolli o alle checklist. La sicurezza delle cure è oggi una questione strutturale, culturale e politica. E, soprattutto, educativa. È da questa consapevolezza che prende forma la Conferenza FINE Europe 2026, in programma il 5 e 6 marzo 2026 presso l’Università degli Studi di Parma, dal titolo emblematico: “Strengthening nursing education for a safer tomorrow”.
Didattica e sicurezza delle cure: un legame strutturale
Non si tratta di uno slogan, ma di una presa di posizione netta: senza una rivoluzione della didattica infermieristica, non esiste un futuro realmente sicuro per l’assistenza.
La European Federation of Educators in Nursing Science (FINE), che dal 1995 promuove l’eccellenza nella formazione infermieristica a livello europeo, sceglie Parma come crocevia di un confronto maturo, internazionale e necessario tra educatori, ricercatori, clinici e policy maker.
Governance, leadership e identità professionale
La sicurezza delle cure non nasce nel momento dell’atto clinico, ma molto prima, nei processi di costruzione dell’identità professionale. Le aule universitarie, i contesti di tirocinio, i modelli pedagogici adottati sono luoghi fondativi in cui si apprendono non solo conoscenze, ma posture professionali, capacità decisionali, senso di responsabilità e leadership.
La governance della formazione infermieristica è quindi un nodo cruciale. Parlare di leadership infermieristica significa riconoscere che la capacità di guidare processi complessi, lavorare in network interprofessionali e assumere decisioni basate sull’evidenza si costruisce già durante il percorso formativo.
FINE Europe 2026 pone al centro questo passaggio: educare infermieri non solo competenti, ma consapevoli del proprio ruolo nei sistemi sanitari e capaci di incidere sulle politiche della salute.
Innovazione didattica e sviluppo dei curricula
La crescente complessità assistenziale impone una profonda revisione dei curricula. Non basta aggiornare i contenuti: occorre ripensare i paradigmi educativi. La pedagogia infermieristica contemporanea è chiamata a integrare metodologie attive, simulazione ad alta fedeltà, serious game, realtà virtuale e, sempre più, strumenti di intelligenza artificiale applicati alla formazione.
Non come fine, ma come mezzo. La tecnologia, se guidata da una solida cornice epistemologica, consente di allenare il ragionamento clinico, la gestione del rischio, la presa di decisione in contesti ad alta incertezza. La conferenza FINE Europe affronterà il tema del curriculum development evidence-based, interrogandosi su come formare infermieri in grado di garantire eccellenza clinica in scenari mutevoli, mantenendo al centro la persona assistita.
La dimensione umanistica della sicurezza
Parlare di sicurezza senza parlare di umanità è una contraddizione. La sicurezza delle cure non si esaurisce nella riduzione degli eventi avversi: include la competenza culturale, la sensibilità etica, la capacità di riconoscere i bisogni psico-spirituali delle persone e delle comunità.
In questo senso, la formazione infermieristica deve recuperare e rafforzare la propria dimensione umanistica. Educare alla sicurezza significa anche educare all’ascolto, alla relazione, alla gestione del conflitto, alla consapevolezza dei determinanti sociali della salute. Le competenze trasversali — comunicative, relazionali, riflessive — non sono un complemento, ma una componente strutturale della qualità assistenziale.
FINE Europe 2026 pone con forza questo tema, riaffermando che un infermiere tecnicamente eccellente ma privo di competenza etica e culturale non può garantire cure realmente sicure.
Parma come crocevia europeo della formazione infermieristica
La scelta di Parma non è casuale. L’Università degli Studi rappresenta un contesto accademico solido, aperto al dialogo internazionale e radicato nella tradizione della formazione sanitaria. La conferenza si configura come un laboratorio europeo di idee, in cui formatori, ricercatori e decisori politici sono chiamati a “fare squadra”.
In un’Europa attraversata da diseguaglianze formative, mobilità professionale e carenze di personale, l’internazionalizzazione della formazione infermieristica non è un lusso, ma una necessità strategica. Condividere evidenze, modelli educativi e buone pratiche significa costruire standard comuni di qualità e sicurezza, nel rispetto delle specificità nazionali.
Un appello alla comunità infermieristica
La Conferenza FINE Europe 2026 interpella l’intera comunità infermieristica. Chiede di superare una visione riduttiva della formazione come semplice trasmissione di competenze tecniche. Invita a riconoscere la formazione come leva strategica di salute pubblica, capace di incidere sulla sicurezza dei cittadini, sulla sostenibilità dei sistemi sanitari e sulla credibilità della professione.
Rafforzare la formazione infermieristica significa investire sul futuro dell’assistenza europea. Significa assumersi una responsabilità collettiva: come educatori, clinici, ricercatori e leader. Perché un domani più sicuro, in sanità, comincia sempre da una buona educazione oggi.

