Il tempo speso per l'altro è tempo che guarisce

Scritto il 06/02/2026
da Sara Di Santo


“Poi d'improvviso lui sorrise” è un racconto che si sviluppa attorno a un tema centrale e universale: il tempo di relazione. Questo tempo, così prezioso e delicato, è il cuore dell'esperienza di chi, come gli infermieri, sceglie di dedicare la propria vita all'assistenza e alla cura degli altri. Non si tratta semplicemente di ore e minuti trascorsi al fianco degli assistiti, ma di una dimensione profondamente umana, in cui l'empatia, l'ascolto e la vicinanza emotiva giocano un ruolo fondamentale.

Il tempo della relazione

Nella frenesia quotidiana siamo spesso portati a dare per scontato ciò che accade nelle corsie degli ospedali o nelle stanze di cura. Eppure, per gli infermieri e per chi assiste, il tempo di relazione è essenziale. È in questo spazio che il dolore viene accolto, la paura affrontata e la solitudine spezzata.

La cura nella quotidianità

Gli infermieri, protagonisti invisibili e insostituibili, non sono soltanto esperti di tecniche e trattamenti, ma anche i custodi di quella connessione umana che può fare la differenza tra una guarigione meccanica e una cura autentica.

Il tempo che guarisce

Il racconto di Monica Vaccaretti mette in luce una verità spesso dimenticata: il tempo speso per l'altro è anche tempo che guarisce. Ogni gesto di cura, ogni sorriso, ogni parola non detta o sguardo attento contribuisce a tessere una relazione che va ben oltre la semplice assistenza sanitaria. Il tempo di relazione è un dono, un atto d'amore che conferisce dignità e speranza.

Quando chi cura viene curato

Ma non è tutto. Anche chi cura può trovarsi a essere curato. Anche gli infermieri, che giorno dopo giorno si prendono cura di altri, possono improvvisamente trovarsi dall'altra parte, diventando pazienti. È in questi momenti che il tempo di relazione assume una nuova profondità.

Questi professionisti, abituati a dare conforto, si trovano improvvisamente a dipendere da quel conforto, sperimentando in prima persona la vulnerabilità che accompagna la malattia o il bisogno di aiuto.

È un promemoria potente del fatto che, nel grande cerchio della vita, nessuno è immune dalla fragilità.

Cura e umanità

Leggendo le pagine di questo racconto si viene immersi in un tempo sospeso, dove la cura non è solo un mestiere, ma soprattutto un incontro tra due umanità che si riconoscono e si accolgono. Un invito a riflettere sul valore di questo tempo, su quanto sia cruciale non solo per chi riceve, ma anche per chi offre assistenza.

Cura e relazione, dopotutto, sono le due facce di una stessa medaglia: quando entrambe sono presenti, la guarigione non riguarda solo il corpo, ma anche l'anima.