Ogni anno, a Venezia, viene costruito un suggestivo ponte provvisorio unico al mondo che può essere percorribile a piedi soltanto per qualche giorno. È un ponte di grandi barche collegate tra loro che unisce le due sponde del Canal Grande: la riva di Santa Maria del Giglio, nel sestiere di San Marco, con quella di San Gregorio, che si trova nel sestiere di Dorsoduro. Si tratta di una struttura temporanea che viene allestita in occasione della festa dedicata alla Madonna della Salute, che si celebra il 21 novembre. Viene aperto ufficialmente ai veneziani qualche giorno prima della festività, con accesso gratuito, e resta in funzione sino alla fine della settimana per consentire anche ai turisti di vivere questa emozionante esperienza.
Il ponte e la festa della Madonna della Salute
Si tratta di un ponte votivo che viene inaugurato e benedetto ogni anno dal patriarca nel corso di una solenne cerimonia religiosa in presenza delle massime autorità civili e militari. È attraversato dalle processioni dei fedeli che si recano in pellegrinaggio alla maestosa basilica barocca a Punta della Dogana per rendere omaggio alla Vergine, portando candele in segno di devozione e invocando protezione per sé e i propri cari.
Origini storiche e voto della Repubblica
Ricorda un'antica tradizione che risale al 22 ottobre 1630, quando il Patriarca e il Doge, unitamente al Senato veneziano, pronunciarono un voto solenne per ottenere l'intercessione della Vergine: le avrebbero costruito una chiesa grandiosa se la città fosse stata liberata dalla devastante epidemia di peste bubbonica che l'aveva colpita, causando la morte di circa un terzo della popolazione. Tale pestilenza, descritta anche da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi, si era diffusa in diverse regioni del Nord tra il 1629 e il 1633, raggiungendo un picco nel 1630.
Il contagio si era esteso a Venezia nel giro di qualche settimana dopo l'arrivo di alcuni ambasciatori di Mantova, inviati a chiedere aiuto, nonostante fossero stati messi in quarantena nell'isola di San Servolo. Nel momento culminante dell'epidemia, non trovando altre soluzioni per debellare il morbo, il governo veneziano organizzò una processione di preghiera alla Madonna, durata tre giorni e tre notti, a cui partecipò tutta la popolazione superstite. La pestilenza, che aveva ucciso circa 50.000 persone su 140.000 abitanti, compresi il Doge e il patriarca, rallentò bruscamente poche settimane dopo la processione sino a cessare del tutto nel novembre del 1631.
Il governo della Repubblica mantenne fede al voto, individuando nell'area della Dogana la sede più idonea alla costruzione del nuovo tempio. Qui venne eretta la maestosa basilica di Santa Maria della Salute, consacrata il 21 novembre 1687. Per commemorare la fine della peste la Repubblica Veneta decretò l'istituzione di una festa da celebrarsi ogni anno con solennità nel giorno della Presentazione della Beata Vergine Maria, in segno di eterno ringraziamento.
Il rito, la partecipazione e la basilica
Da allora migliaia di veneziani sfilano il 21 novembre davanti all'altare maggiore della Chiesa della Salute per perpetuare un secolare vincolo di gratitudine ed è rimasta la consuetudine di erigere il ponte, simbolo di speranza che si rinnova ogni anno. È pertanto molto più di una struttura lignea che agevola il raggiungimento della basilica: è un legame profondo e ancora vivo tra la città e la Madonna, testimoniato da una sentita partecipazione popolare. Si respira un'atmosfera di intensa religiosità e un grande rispetto della storia e delle tradizioni della Serenissima.
Caratteristiche tecniche del ponte galleggiante
Il ponte galeggiante, lungo 80,51 metri, è formato da una serie di pontoni ancorati e collegati da passerelle basculanti di legno ed è sorretto da otto barche inaffondabili. È costituito dalla parte centrale di un altro ponte che viene realizzato dal Comune per la Festa del Redentore e per il ponte dei Defunti. È accessibile con ogni condizione di marea, anche di notte grazie alle 26 lampade alloggiate sotto il corrimano che lo illuminano.
Altre luci in corrispondenza dei carichi segnalano la sua presenza alle imbarcazioni che navigano sul canale. Il passaggio è sicuro ed accessibile anche alle persone con disabilità. Un varco centrale largo 10 metri e di lato 4,2 metri consente il passaggio dei vaporetti, delle gondole e dei mezzi di soccorso. Dopo la conclusione della festività, il ponte viene chiuso con un'altra cerimonia, smontato e le barche tornano agli ormeggi. È un rituale che segna simbolicamente la fine della celebrazione e il ritorno alla vita quotidiana della città.
Un'esperienza emozionale: tramonto, frittelle e castradina
Raggiungere il ponte, a lato di piazza San Marco, attraversare il Canal Grande con una camminata relativamente breve ed approdare dall'altra parte della sponda per un momento di raccoglimento nella basilica è un'emozione unica, specialmente al tramonto quando le luci delle lampade si riflettono sull'acqua. La chiesa resta aperta tutto il giorno e vi si celebrano senza sosta messe e rosari.
È consuetudine concludere il giorno della Salute gustando frittelle e una pietanza a base di carne, la “castradina”, una specialità con agnello affumicato e stufato con cavolo verza il cui profumo si diffonde tra le calli in festa. Che sia per devozione o per tradizione, questo evento pubblico tra sacro e profano unisce le persone. La preghiera intima diventa un momento collettivo di condivisione e di memoria storica e quel voto del Seicento, pronunciato per una terribile tragedia locale, diventa oggi universale quando si invoca la protezione della Madonna per altri drammi globali.
Il tema della processione 2025
Nel giorno della Salute del 2025 il tema della processione attraverso il ponte delle barche sarà la preghiera per la pace, soprattutto per i popoli dell'Ucraina e della Palestina.

