Era il 24 febbraio 2022. Dopo quattro anni dall'aggressione russa, uno straniero porta ancora agli ucraini il conforto del pane caldo perché non si sentano abbandonati. È un fornaio francese ambulante che gira l'Ucraina, il paese del grano e del cielo, a bordo di un forno-furgone alimentato da un generatore. Si chiama Loïc Nervi ma ama definirsi il “boulanger sans frontières”. Spostandosi tra i vari campi profughi, distribuisce gratuitamente pane fresco ogni giorno a centinaia di persone che lo aspettano nella regione di Kiev.
Il fornaio senza frontiere
Impasta con la farina che proviene da mulini locali e sforna da solo sino a settecento grandi pagnotte, lavorando dalle sei del mattino sino al primo pomeriggio.
Non dona baguette, il pane francese dalla forma allungata e dalla crosta croccante così tipicamente francese, ma un pane più casareccio, come quello che si fa in ogni casa del mondo: dalla forma corposa, piena di mollica, sostanziosa.
Loïc fa questo mestiere da quasi trent'anni e in Francia gestisce ben quattro panetterie. Da quando è scoppiata la guerra, ogni due o tre mesi lascia il suo paese, Lourges, a un'ora da Ventimiglia, e parte per una missione umanitaria.
Il pane come conforto e dignità
“Grazie per non averci dimenticato”, lo ringraziano donne e anziani allontanandosi grati con le pagnotte ancora calde tra le mani. Loïc racconta che la maggior parte delle persone sono anziane separate dalle loro famiglie o rimaste senza alcun sostegno statale, che cercano di sopravvivere senza elettricità, acqua e riscaldamento. Anche il cibo scarseggia.
Nel gelido inverno ucraino, il gesto pieno di umanità di Loïc è un tepore che scalda l'anima, oltre a riempire un po' la pancia. È la bontà il companatico di questo pane donato con amore. “Che Dio ti dia salute”, lo salutano con un sorriso nonostante le difficoltà della loro quotidianità.
Solidarietà e resistenza
“Non sono un superuomo”, si schernisce Loïc. Certamente è un uomo di buon cuore, buono come il pane. La solidarietà non ha frontiere. Dice di farlo perché gli piace contribuire in questo modo alla resistenza di questa gente. “È un popolo coraggioso”.
Spiega che la maggior parte dei francesi non ha più voglia di sentire parlare di questa guerra: sono stanchi e alcuni pensano che sia addirittura finita o se ne disinteressano. “La guerra è purtroppo ancora in corso. Sono passati quattro anni e dobbiamo continuare a sostenere gli ucraini, non fermarci”, ammonisce, ribadendo come essi meritino ammirazione e un sostegno incondizionato.
Pur viaggiando e sfornando nelle retrovie, Loïc ha scelto di essere in prima linea in questa lunga guerra che ha provocato oltre 47 mila vittime civili, 5,6 milioni di persone fuggite all'estero e 3,8 milioni di sfollati. Egli ha deciso di fare la sua parte, aiutando come sa fare la resilienza degli ucraini sottoposti a forti e incessanti pressioni.
In Ucraina ci sono altri giovani uomini europei che sono a fianco dei soldati nei combattimenti al fronte. Anziché imbracciare un'arma, Loïc ha scelto di sporcarsi le mani con acqua, sale e farina.
Guerra, fragilità e speranza
In attesa della pace, “guerra e pane” potrebbe essere il titolo del bel racconto che Loïc scrive ogni giorno infarinandosi dentro il suo furgone caldo, che si riempie di fragrante profumo mentre fuori fa freddo e nevica e, a quattro anni di distanza dall'invasione russa su larga scala, tutt'attorno è catastrofe e disperazione.
Gli ucraini vivono e lavorano tutti in una condizione di fragilità critica. Sono costantemente sotto la pressione di essere bombardati in qualsiasi momento. Gli allarmi antiaerei sono continui. Gli attacchi notturni provocano la mancanza di sonno, mentre le interruzioni di corrente e dell'approvvigionamento idrico causate dagli attacchi alle infrastrutture provocano un aumento dell'ansia.
Questa guerra prolungata ha minato profondamente lo stato psicoemotivo delle persone che sono sotto assedio. È uno stress costante, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. E va avanti così da quattro anni, per alcune persone da dodici anni, da quando nel 2014 i russi hanno invaso per la prima volta la Crimea e parte dell'Ucraina orientale.
In questo scenario, Loïc non fa solo pane. Distribuisce speranza e umanità, come uomo tra gli uomini, laddove altri, dal cuore più duro e spietato, fanno di tutto per distruggerla.

